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  • Nina Ferrari

La biografia di John Steinbeck, il narratore Premio Nobel degli ultimi


John Steinbeck (1902-1968) è stato un poeta, giornalista, sceneggiatore e scrittore statunitense. È considerato uno dei più importanti autori della sua epoca - vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1962 - e un esponente della cosiddetta Generazione Perduta, secondo la definizione che ne diede Ernest Hemingway. Terzo di quattro fratelli, era figlio del tesoriere della Contea di Monterey e di un'insegnante. Già a quattordici anni affermò che da grande sarebbe diventato scrittore: cominciò infatti a scrivere poesie e novelle già durante l'adolescenza.

Fu un ottimo studente, ma durante gli anni dell'università a Stanford si dedicò agli studi in maniera discontinua: allo studio infatti alternava spesso piccoli lavoretti occasionali, che gli permisero di conoscere da vicino l'ambiente rurale che poi avrebbe spesso descritto nelle proprie opere. Proprio questa discontinuità gli fu di impedimento al compimento dei suoi studi, tanto che infatti non si laureerò mai, ma continuò a scrivere. Appena ventenne, tentò più volte, con alterno successo, di farsi pubblicare da riviste letterarie nazionali.

Dopo una breve parentesi newyorkese, nel 1926 tornò in California, dove trovò impiego come custode di una residenza estiva sul lago Tahoe e, nei due anni che seguirono, dato il tempo libero che questo lavoro gli concedeva, scrisse il suo primo romanzo, La santa rossa: unico romanzo storico dell'autore, oggi è fuori catalogo, ma un tempo era edito da Mondadori e può essere recuperato di seconda mano. A questo primo romanzo, nei primi anni Trenta seguirono ne seguirono altri - come I pascoli del cielo, oggi fuori catalogo, e Al Dio sconosciuto, edito da Bompiani - che già cominciavano a mostrare le tematiche e gli scenari che in seguito lo avrebbero reso famoso.

Il successo reale cominciò ad arrivare a metà degli anni Trenta, con Pian della Tortilla, ambientato durante la Grande Depressione e pubblicato nel 1935. I diritti cinematografici di Pian della Tortilla furono acquistati da Hollywood per ben quattromila dollari, regalando all'autore una certa stabilità economica. I temi cari a Steinbeck, ovvero l'attenzione alle classi più disagiate, al mondo rurale, alle frizioni tra i ricchi proprietari terrieri e i loro umili operai, cominciavano a essere sempre più evidenti - tanto che di Pian della Tortilla disse: «Ho scritto queste storie perché sono storie vere e perché mi piacevano. Ma le sentinelle della letteratura hanno considerato i miei personaggi con la stupidità delle duchesse che si divertono coi contadini e li compiangono». Nel giro di quattro anni Steinbeck scrisse due dei suoi capolavori più acclamati, ovvero Uomini e topi e Furore, che non solo vennero amati dal pubblico, ma da cui vennero anche tratti diverse piece teatrali e film. Furore vinse anche il Premio Pulitzer nel 1940.

In seguito alla pubblicazione di Furore, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale John Steinbeck cominciò a viaggiare - girò un documentario sulla vita rurale in Messico e fu inviato al fronte di guerra in Europa, facendo il corrispondente per il New York Herald Tribune. Avrebbe continuato a lavorare per il quotidiano anche al termine della guerra, tanto che infatti nel 1948 fu spedito in Russia al fianco di Robert Capa per restituire un reportage sulla Guerra Fredda osservata dall'altro lato della cortina di ferro, ma epurato di ogni ossessione ideologica e incentrato sulla vita dei lavoratori e dei contadini. Il libro che ne è nato si intitola Diario Russo, in italia è edito da Bompiani e, oltre ai testi di Steinbeck, presenta le immagini del grande Robert Capa. L'intento del volume, attuale ancora oggi per capire le radici di una cultura di cui molti sanno poco, fu così descritto dallo scrittore:

«Ci accorgemmo che c'erano cose che nessuno scriveva mai sulla Russia, cose che ci interessavano più d'ogni altra. Che abiti indossa la gente da quelle parti? Che cosa mangia a pranzo? Si danno anche feste e ricevimenti? E che genere di cibi si mangia? E come si fa all'amore e in che modo la gente va all'altro mondo? Di che parlano di solito, in Russia? Si balla, si canta, si gioca? E i ragazzi vanno a scuola? Ci parve che sarebbe stato bello scoprire tutte queste cose, fotografarle, scriverne. La politica russa è importante quanto la nostra, ma ci deve essere poi tutto il resto, laggiù, esattamente come c'è qui. Deve pur esserci una vita privata dei russi, della quale non sapevamo nulla solo perché nessuno ne scriveva mai o la fotografava mai»

Tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta la produzione letterararia di Steinbeck continuò a essere prolifica e, sebbene nessuno dei suoi romanzi avesse raggiunto il successo ottenuto dai suoi grandi capolavori scritti prima della guerra, Steinbeck si distinse per la collaborazione con l'industria cinematografica. È notevole in particolare il suo sodalizio col maestro del cinema Elia Kazan, che trasse dal suo romanzo La valle dell'Eden l'omonimo film - per altro il primo film importante in cui recitò James Dean - e con cui scrisse la sceneggiatura di Viva Zapata!, biopic incentrato sulla figura di Emiliano Zapata, capo rivoluzionario messicano, e che vide Marlon Brando protagonista.

Durante i primi anni Sessanta John Steinbeck scrisse alcuni romanzi che vennero ben accolti dal pubblico, come ad esempio L'inverno del nostro scontento (se vuoi sapere di più di questo libro dai tratti dostoevskijani, leggi questo approfondimento sul blog de Il Tuo Biografo) e Viaggi con Charley - Alla scoperta dell'America, anche se non raggiunsero più le vette toccate coi suoi più grandi capolavori. Nel 1962, tuttavia, Steinbeck vinse il Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: «Per i suoi scritti realistici ed immaginativi, capaci di unire un umorismo empatico a un'acuta percezione sociale».

Nel corso degli anni Sessanta Steinbeck continuò a viaggiare tra la Russia e il Sud-Est Asiatico. Si spense negli Stati Uniti il 20 dicembre del 1968. Le sue ceneri oggi sono conservate in California, al Garden of Memories di Salinas, la sua città natale.

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