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  • Nina Ferrari

La biografia di Fedor Dostoevskij, che con le sue opere creò il mondo


Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881) è considerato uno dei padri della letteratura russa e uno dei massimi autori della letteratura mondiale. Nato a Mosca dal nobile lituano e medico militare Michail Adreevič Dostoevskij, che gli impartì un'educazione autoritaria, Fëdor, secondo di otto figli, perse la madre ad appena sedici anni. Da lei il giovane ereditò l'amore per le arti e la devozione religiosa.

Nonostante il suo temperamento sensibile, suo padre lo convinse a iscriversi nel 1838 all'Istituto di ingegneria militare di San Pietroburgo assieme al fratello maggiore Michail. Solo un anno dopo però l'austero genitore fu assassinato in una rivolta dei propri servi della gleba, che egli usava vessare. La notizia fu traumatica per il giovane Fëdor, che, saputa la notizia, ebbe il suo primo lieve attacco di epilessia, malattia di cui avrebbe sofferto per tutta la vita.

Libero dunque dall'autorità paterna, quando nel 1843 si diplomò in ingegneria, il giovane Dostoevskij rinunciò alla carriera militare per dedicarsi invece alla letteratura e, in particolare, alla traduzione di opere dal francese. Quest'attività non era molto remunerativa, e infatti questi furono per lui anni di indigenza economica. Egli trovò tuttavia il tempo per dedicarsi alla scrittura e infatti nel 1845 riuscì a pubblicare il proprio primo romanzo, Povera Gente, che ebbe un discreto successo tra i critici.

Tra il 1845 e il 1848 Dostoevskij scrisse moltissimo (solo per citare alcune opere, compose Il Sosia e Le Notti Bianche; a quest'ultima opera il blog de Il Tuo Biografo ha dedicato uno speciale approfondimento, che se ti interessa puoi leggere cliccando qui) e, mentre nel 1847 ebbe il suo primo grave attacco epilettico, cominciò anche ad avvicinarsi e a farsi influenzare da circoli comunisti. Scoperto dal governo e accusato di cospirazione, nel 1849 Dostoevskij venne arrestato e condannato a morte. Prossimo alla fine, mentre attendeva di essere fucilato dal plotone di esecuzione schierato davanti a lui, l'autore fu raggiunto dalla notizia che la sua condanna era stata convertita dallo Zar Nicola I in quattro anni di lavori forzati in Siberia.

L'esperienza della condanna a morte segnò profondamente il suo animo e in diverse opere, e in particolare nell'Idiota, Dostoevskij si schierò contro questo tipo di pena. Tornò dalla deportazione in Siberia logorato nel corpo e nello spirito, ma determinato a scontare la seconda parte della propria punizione, che consisteva nel prestare servizio militare. Negli anni tra il 1854 e il 1859, Dostoevskij fece carriera militare, avanzando dal ruolo di soldato semplice a quello di ufficiale, mentre continuava a scrivere quando poteva, senza poter tuttavia pubblicare se non sotto pseudonimo. In questo stesso periodo incontrò Màr'ja Dmìtrievna, che sposò nel 1857.

Nel 1860 Dostoevskij rientrò a San Pietroburgo assieme alla moglie. Si dedicò alacremente all'attività di scrittore e di editore, fondando con il fratello Michail diverse riviste in cui, oltre a pubblicare i propri romanzi a puntate, venivano dibattuti i maggiori temi sociali e ideologici del tempo. A questo periodo risalgono opere come Umiliati e offesi e Memorie del sottosuolo. Nel 1864, tuttavia, Dostoevskij si ritrovò ancora in disgrazia: alla morte prematura della moglie a causa della tisi si aggiunse quella del fratello Michail. Le riviste letterarie erano coperte di debiti e Dostoevskij, che era afflitto dalla passione per il gioco d'azzardo, si ritrovò a lottare con i creditori.

Cominciò a lavorare ancora più instancabilmente e nel 1866 cominciò a pubblicare a puntate il suo capolavoro, Delitto e castigo. Nel frattempo, anche grazie all'aiuto della sua giovane stenografa, Anna Grigor'evna Snitkina (autrice in seguito di una biografia sul marito Fëdor, raccontato in un'ottica privata - il volume è edito in Italia da Bompiani), iniziò l'impianto di un'altra delle sue opere migliori, Il Giocatore, che terminò nel 1857. Alla fine dello stesso anno, sposò la sua stenografa in seconde nozze e, ancora perseguitato dai debiti e dagli attacchi epilettici che diventavano sempre più frequenti, partì per l'estero, in un grand tour che attraversò la Germania, la Svizzera e l'Italia. Nel 1868 nacque la prima figlia della coppia, Sonja, che visse appena tre mesi. L'anno successivo venne alla luce la seconda figlia, Ljubov' (che in russo significa "amore"). Nel corso di questo viaggio Dostoevskij compose L'Idiota, L'Eterno marito e I Demonî.

Dopo dopo il ritorno in patria, nel 1871, nacque l'unico figlio di Dostoevskij e di Anna Grigor'evna Snitkina, Fëdor. Gli anni successivi furono caratterizzati dalla direzione della rivista Il Cittadino, in cui comparvero diversi racconti brevi e articoli dal titolo comune Diario di uno scrittore, e dalla stesura di L'Adolescente, che venne pubblicato nel nel 1874. Durante questo periodo la fama di Dostoevskij cominciò ad accrescere, nonostante la sua salute continuasse ad aggravarsi.

Eletto membro dell'Accademia russa delle Scienze (1877) e, successivamente, membro onorario al Congresso letterario internazionale di Londra presieduto da Victor Hugo (1879), nel dicembre del 1880, gravemente malato, Dostoevskij terminò la stesura del suo ultimo grande romanzo, I Fratelli Karamazov (a quest'opera immortale il blog de Il Tuo Biografo ha dedicato un articolo di approfondimento: se vuoi saperne di più clicca qui), la cui prima tiratura di 3000 esemplari andò venduta in pochi giorni. La seconda tiratura di ulteriori 8000 copie terminò nel giorno dei funerali di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, il 31 gennaio 1881. Si era spento a San Pietroburgo pochi giorni prima a causa di un ultimo fatale attacco epilettico.

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Per sfogliare tutti gli articoli che il blog de Il Tuo Biografo ha dedicato alla grandissima figura di Fëdor Dostoevskij e alle sue opere, clicca qui.

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