• Nina Ferrari

Che cos'è una biografia


A volte le domande più semplici sono tutt'altro che scontate. In un blog che parla prevalentemente di biografia, la domanda più scontata ad esempio è: cos'è una biografia? La risposta è meno ovvia di quanto a prima vista si possa pensare.

Da un punto di vista etimologico, la questione è abbastanza chiara: la parola biografia deriva dal greco bios - ovvero vita - e graphia - ovvero scrittura - e significa perciò "scrittura della vita". Quindi una biografia può essere qualunque tipo di testo che racconti la vita di qualcuno. Tuttavia questo semplice significato cela in sé molteplici sottogeneri, perché una biografia di fatto può essere qualcosa di molto diverso a seconda del suo scopo. Lo scopo non è altro che il punto di vista attraverso cui viene filtrata la nostra storia, resa comprensibile nei suoi tratti più importanti a chi desideri sapere qualcosa di più di noi. Perché dunque non analizzarne nel dettaglio alcuni tipi, partendo proprio dalle varie ragioni per cui spesso ci viene richiesto o decidiamo di scrivere una biografia?

1. BIOGRAFIA DI PRESENTAZIONE PROFESSIONALE

Chiunque abbia un lavoro deve prima o poi presentare se stesso: che si tratti di una breve biografia per LinkedIn o di proporre un progetto lavorativo, e dunque anche se stessi e le proprie esperienze, dare una corretta idea di se stessi nel mondo del lavoro è fondamentale. Una biografia di presentazione professionale è normalmente un testo breve e molto riassuntivo (non più di due cartelle editoriali, ma spesso anche solo mezza cartella). Oltre a riportare le solite informazioni sulla data e il luogo di nascita, le nozioni che vi sono contenute dipendono in gran parte dalla ragione per cui ci viene richiesto di scriverne una: ci candidiamo per una posizione specifica? Oppure ricopriamo già un dato ruolo, per cui il nostro scopo è mostrare solo il nostro profilo in modo esaustivo? In contesti professionali l'accento viene sempre posto sul racconto degli studi e della crescita lavorativa, degli ostacoli incontrati e, possibilmente, del loro superamento, grazie alle nostre qualità innate o acquisite: ma, mentre nel caso di una propria candidatura per un nuovo lavoro l'attenzione deve essere dedicata in particolare agli elementi della nostra storia che ci rendono perfetti per quella posizione, quando invece dobbiamo fornire un profilo professionale generale possiamo rilassarci un po' di più. In un certo senso, possiamo lasciarci andare maggiormente a guizzi narrativi e poetici che altrimenti dovremmo lasciar perdere. Una biografia professionale è fondamentalmente uno strumento di marketing: lascia intravedere il nostro poteziale e ci rende accattivanti a chi vuole sapere un po' più di noi come professionisti e, poiché va affiancata al nostro curriculum vitae, deve spiegare in maniera discorsiva quei lati di noi - e del nostro carattere - che in un curriculum non potremmo inserire. Quindi deve saper sottolineare le nostre qualità umane e professionali, senza scadere nell'autoincensamento - che sa sempre un po' di falso. In una biografia professionale saperci raccontare con equilibrio è fondamentale.

2. BIOGRAFIA DI PRESENTAZIONE PERSONALE O ARTISTICA

Una biografia di presentazione personale o artistica condivide con quella professionale la brevità, ma altrimenti è molto diversa, sia nei contenuti che per il suo scopo: una biografia personale infatti non serve necessariamente a mostrare solo il nostro lato migliore, ovvero in qualche modo a venderci, ma a inquadrarci riassuntivamente nella nostra verità. Se abbiamo un sito internet personale o se semplicemente ci viene chiesto in poche parole "chi sei?", per descrivere noi stessi avremo la libertà di inserire nel testo tutto ciò che riteniamo che colga la nostra essenza. Una biografia personale potrà dunque riportare per esempio alcune nozioni sulla nostra famiglia di origine, oppure qualche elemento poetico che ci inquadri come esseri umani (dal rapporto con la terra alla nostra passione prediletta, dalla similitudine con il nostro personaggio di finzione favorito alle nostre aspirazioni per il futuro), senza però mai trascurare il racconto dei passaggi fondamentali della nostra vita, siano essi lavorativi o familiari o esistenziali. Questo tratto è certamente condiviso anche dalle biografie artistiche, la cui stesura però viene filtrata dai passaggi fondamentali che hanno portato il nostro lavoro artistico ad essere com'è oggi: una biografia artistica potrebbe in questo senso assomigliare a una biografia professionale, ma se ne distanzia perché il lavoro creativo è spesso un'attività molto legata - o lo è almeno in parte - alla propria sfera personale. Necessita quindi dell'introduzione di una riflessione, ancorché stringata, sulla propria poetica, sul proprio modo personale di vedere, sentire e interpretare il mondo: l'arte e la vita sono spesso profondamente intrecciate nella vita dell'artista - perciò raccontare bene una, anche e soprattutto da un punto di vista intellettuale ed emotivo, significa inquadrare anche l'altra.

3. RACCONTI BIOGRAFICI

Un racconto biografico, lo dice la parola stessa, non vuole includere tutto il raccontabile, ma inquadra uno specifico frammento della nostra vita. Può essere scritto per piacere o per lavoro - e a seconda delle sue finalità userà ovviamente un tenore stilistico diverso, più introspettivo o distaccato a seconda del caso - e si limita a raccontare una porzione della nostra storia, autoconclusiva e ben delimitata, filtrata attraverso i nostri occhi. Nel racconto autobiografico fin da subito si rende chiara la dimensione di testimonianza del proprio racconto. Come non manca mai di sottolineare Paul Ricoeur, che della filosofia della memoria ha fatto uno dei propri campi d'elezione, la testimonianza è un tipo di memoria in cui non solo il testimone afferma di se stesso "io c'ero, ho vissuto questo e te lo racconto", ma instaura col proprio interlocutore, in questo caso il lettore, un'immediata relazione, un dialogo, in cui gli chiede fiducia - in sostanza gli dice: "Credimi". Un racconto biografico è informativo, ovvero presenta un contesto su cui costruisce una narrazione che avrà una conclusione, ma può essere anche lirico, poetico e introspettivo. Rispetto a un frammento di diario, insomma, ha una struttura; e questa struttura - che è molto versatile, purché presenti in qualche modo un inizio, uno svolgimento e una fine - rappresenta il cuore stesso del dialogo col proprio lettore, che può essere idealmente anche una persona sola, anche solo immaginata: ciò che è importante è porsi in relazione con un altro da sé. Insomma, il racconto biografico è fatto per essere letto, capito e, possibilmente, anche apprezzato: e in questo senso si distanzia profondamente da un diario, che invece è scritto solo per se stessi, a volte anche solo per dare sfogo a sentimenti e pensieri di cui vogliamo liberarci. Un racconto biografico può narrare la storia di un viaggio importante, il proprio rapporto con una persona specifica, un momento di svolta della propria vita o un percorso interiore - emotivo o intellettuale - che si reputa di voler scrivere e condividere con il proprio lettore d'elezione. Le ragioni per farlo sono molte: da un lato ricordare è di per sé un piacere, anche qualora si indugi nel ricordo di momenti difficili che siamo riusciti a superare; dall'altro, scrivere di un'esperienza, anche se drammatica e dolorosa, spesso permette di contenere e di arginare ciò il cui solo pensiero ci fa stare male: in un certo senso è come infilare un mostro informe e pervasivo dentro una scatola, di cui noi abbiamo scelto i contorni e la grandezza. Sappiamo che il mostro è lì, anzi, mettendolo in quella scatola sappiamo addirittura di poterlo controllare. Se lo vorremo, in futuro potremo riguardare dentro la scatola, ma niente vieta che dopo averla chiusa non la si riapra più.

4. BIOGRAFIA DI MEMORIE

Una biografia di memorie rappresenta senza dubbio l'impresa più ardua tra quelle elencate e per essere scritta necessita di grande determinazione e di un pizzico di coraggio: scrivere lungamente di se stessi può apparire come un compito relativamente facile, ma lo è solo a prima vista. Se infatti indugiare sui propri ricordi può essere molto piacevole, avere la costanza di portare a termine la propria biografia, e riuscire a darle una conclusione (in fondo si può scrivere di se stessi solo quando si è ancora in vita!), può risultare molto difficile. Infatti, se un racconto può essere paragonato a una gara di 100 metri piani, che in un modo o nell'altro è più facile concludere, una biografia vera e propria è una specie di maratona: una volta portata a termine, la soddifazione è massima, ma non è per tutti. Proprio per questo, per alcuni può essere molto più soddisfacente raccontarsi in un'intervista e poi lasciare la scrittura - che è un processo lento, di strutturazione della storia e cura del linguaggio - a chi già lo fa per professione. Una biografia di memorie può essere costruita principalmente in due modi: da un lato, abbiamo il romanzo biografico, che ha una forma unitaria, presenta un filo conduttore ed è costruito secondo un'unità strutturale e temporale; dall'altro, c'è il memoir, che può essere visto come una collezione di racconti biografici - più o meno omogenei tra loro - e che perciò permette una maggiore frammentarietà. In ogni caso, una biografia di memorie presenta gran parte delle caratteristiche del racconto biografico, a partire dal suo valore di testimonianza, per arrivare al contenimento delle eventuali esperienze negative vissute durante la propria esistenza. Rispetto al racconto biografico, però, concede di rivolgere uno sguardo a tutto tondo sulla propria vita e perciò è una forma di narrazione particolarmente adatta alle persone più mature. Una biografia di memorie viene scritta, da un lato, per il piacere del ricordo, per concedersi uno spazio di riflessione e di pausa dal mondo che ci circonda; ma, dall'altro, porta dentro di sé anche un profondo senso di condivisione dei nostri pensieri e dei nostri racconti con chi ci è caro, che magari è molto più giovane di noi e non ha ancora avuto modo di capire com'era la vita qualche decennio fa: e questo vale sia quando il filtro principale del racconto è quello quello professionale che nel caso in cui invece ci si voglia abbandonare a una riflessione squisitamente personale e familiare.


Se siete ben determinati a scrivere una biografia di memorie ma non sapete come fare, sappiate che in questi anni ho attivato la possibilità di sostenere a distanza la scrittura della biografia di altri attraverso la creazione di percorsi biografici personalizzati che possono anche avvenire online. In questo articolo dedicato al tema della scrittura rivelatrice ne ho parlato più in dettaglio.

5. BIOGRAFIE LETTERARIE

Sono ovviamente le mie preferite, e anche quelle che nel mio piccolo cerco di scrivere quando mi trovo ad affrontare progetti sostanziosi, siano essi romanzi biografici o memoir. Una biografia letteraria è un romanzo biografico, scritto in prima o terza persona, che abbia in sé sia una valenza di testimonianza che una dimensione artistica - o quanto meno piacevole sul fronte letterario. Una delle biografie letterarie più sconvolgenti che abbia mai letto è quella che Élisabeth Gille scrisse su sua madre, la grande scrittrice Irène Némirovsky, che lasciò orfana sua figlia quando era ancora una bambina: in questa biografia si viene travolti, oltre che dalla storia parallela delle due donne, anche da ogni tipo di genio letterario. La biografia è narrata in prima persona dalla madre, ma è stata scritta dalla figlia, che - lo si capisce - solo grazie a quest'opera riesce finalmente a superare una parte del trauma nell'averla persa così presto: darle voce, nonostante l'assenza, la riporta in vita per lei e con lei. Il risultato per il lettore è travolgente, sotto ogni punto di vista.

È evidente che qui sul blog siano diversi gli spunti di lettura biografica letteraria: se ancora non avete trovato il consiglio che fa per voi, tornate a trovarmi, ché qui si continua a leggere e consigliare con passione!


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Sono molti gli autori, spesso anche eccezionali, che hanno riflettuto su cosa renda grande la scrittura e su quali siano le regole da seguire quando si vuole scrivere un romanzo. Senza credere che alcuno di questi suggerimenti sia un dogma, il blog de Il Tuo Biografo si diverte di tanto in tanto a riportare queste riflessioni nei suoi «consigli di scrittura»: se vuoi sfogliarli tutti, clicca qui.

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