• Nina Ferrari

La biografia di V.S. Naipaul, Nobel per la letteratura e critico del mondo


Nato a Trinidad, un'isola dei Caraibi Meridionali ed ex-colonia britannica, Vidiadhar Surajprasad Naipaul (1932-1918) è stato uno scrittore naturalizzato britannico e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2001.

Nipote di braccianti indiani emigrati a Trinidad nell'Ottocento e figlio di un giornalista che lavorava per il Trinidad Guardian Newspaper, il giovane Vidia (questo era il suo diminutivo) conobbe fin da bambino il mondo della cultura, in un contesto esistenziale corollato da privazioni. Era un ottimo studente e, grazie a una borsa di studio, riuscì a frequentare l'università di Oxford, in Inghilterra, dove si trasferì a vivere giovanissimo. Dopo la laurea in letteratura inglese, con la stessa determinazione con la quale aveva affrontato i suoi studi decise di diventare scrittore: e ci riuscì, diventando uno dei maggiori autori in lingua inglese contemporanei.

Autore molto prolifico, in oltre cinquant'anni di carriera Naipaul pubblicò più di trenta opere, sia saggi che narrativa. In particolare è famoso per i suoi primi lavori di carattere umoristico ambientati a Trinidad e per gli orizzonti esotici in cui è situata gran parte dei suoi romanzi: Naipaul fu un acuto critico dell'epoca post-coloniale, dove gli ex-colonizzatori si comportavano con ridicola arroganza e gli ex-colonizzati si facevano notare per la propria ambiguità morale. Nel mondo raffigurato da Naipaul nessuno è salvo, e per questo l'autore attirò su di sé tanti elogi quante critiche: in particolare, forse anche in virtù dei suoi natali esotici e del colore della sua pelle - che secondo alcuni avrebbe dovuto portarlo a farsi portavoce dei Paesi del terzo mondo -, molto spesso a causa del suo stile provocatorio fu accusato di occidentalismo e di apologia del colonialismo.

La cifra ironica e tagliente del suo stile è un tratto primario nei suoi lavori: nonostante avesse un carattere burbero e ombroso, la sua prosa è vivace e sagace. Viaggiatore incallito fin dal 1960, scrisse diversi memoir di viaggio, in cui riuscì a ritrarre con acutezza e ironia la società e la vita di diversi Paesi: da quelli asiatici, come l'India, a quelli africani, mediorientali e ed europei. Chi provò a intervistarlo, si trovò sempre davanti a un uomo restio a parlare di se stesso al di là dei suoi libri.

Nonostante questo, i riconoscimenti per le sue fatiche letterarie non si fecero aspettare: nel 1971 vinse il prestigioso Man Booker Prize (il massimo riconoscimento letterario della Gran Bretagna a un autore vivente per un'opera scritta quell'anno in lingua inglese) con la sua opera più famosa, In uno Stato libero; nel 1990 viene insignito del titolo di Cavaliere da parte della Regina Elisabetta II; nel 1999 riceve il premio italiano Grinzane Cavour (oggi Premio Bottari Lattes Grinzane) per le opere internazionali. Nel 2001, dopo una carriera di scrittura durata più di quarant'anni, Naipaul fu insignito del Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: «per aver unito una narrazione percettiva a un'osservazione accurata e incorruttibile, obbligandoci ad aprire gli occhi su storie che prima ci erano occultate». Dopo aver ricevuto il Premio Nobel, ormai quasi settantenne, Naipaul diminuì molto la sua produzione letteraria. Scrisse ancora un paio di libri, per ritirarsi definitivamente nella sua casa londinese e dedicarsi alla propria vita privata.

Nel 2008 è uscita in Inghilterra la biografia autorizzata di V.S. Naipaul: scritta dal biografo e storico Patrick French, si intitola The World Is What It Is: The Authorized Biography of V.S. Naipaul (in italiano: "Il mondo è quello che è: la biografia autorizzata di V.S. Naipaul") e non è mai stata tradotta in italiano. Nella biografia, French ripercorre la vita dello scrittore, dall'infanzia difficile alla determinazione che lo portò a coronare il suo sogno di scrittura, dalla sensazione di aver vissuto per tutta la vita un "doppio esilio", alla sua depressione, che lo accompagnò per gran parte dell'età adulta. Analizza anche la particolare relazione che lo legò per quarant'anni alla moglie Pat, che gli restò accanto anche durante una relazione extra-coniugale ventennale. E, naturalmente, approfondisce il rapporto di Naipaul con la scrittura, con la forza delle sue parole e con le tematiche che contraddistinsero la sua opera.

Uomo discreto per natura, dedicato interamente alla sua vita privata e alla scrittura, Vidiadhar Surajprasad Naipaul morì l'11 agosto 2018 a Londra.

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