• Nina Ferrari

La biografia di George Orwell, autore politico visionario


George Orwell (1903-1959) è stato uno scrittore, un giornalista e un attivista politico britannico, famoso oggi in modo particolare per i suoi grandi capolavori, La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1948), scritti entrambi verso la fine degli anni Quaranta. Nonostante provenisse da una famiglia abbastanza umile - era infatti figlio di un semplice funzionario nell'amministrazione britannica in India - il giovane Orwell poté frequentare le migliori scuole: era infatti un ottimo studente e ottenne una borsa di studio grazie a cui frequentò la prestigiosa scuola di Eton per quattro anni. Qui ebbe tra i suoi insegnanti Aldous Huxley, certamente fonte d'ispirazione per i suoi futuri romanzi distopici.

Nonostante fosse un ottimo studente, George Orwell non proseguì gli studi in un grande college inglese, ma nel 1922 decise invece di arruolarsi nella Indian Imperial Police, forse anche imitando il padre: rimase in Birmania per ben cinque anni, alla fine dei quali decise di dimettersi dal proprio incarico; si trattò infatti di un'esperienza traumatica, grazie a cui il giovane Orwell, ormai più che ventenne, cominciò a maturare un profondo odio per l'imperialismo e i totalitarismi, alla cui critica del resto avrebbe dedicato anche tutti i propri maggiori sforzi letterari.

Tornato in Inghilterra, inizialmente Orwell si guadagnò da vivere coi lavori più umili; in seguito trovò anche impiego come insegnante in scuole private, come libraio e giornalista. Quando nel 1936 scoppiò la Guerra Civile Spagnola, si recò in Spagna e si unì al Partito Obrero de Unificacción Marxísta, lottando al fianco del popolo, ma proprio in queste circostanze si trovò perseguitato dagli stalinisti spagnoli: si trattò di un evento tragico che traumatizzò profondamente l'autore inglese, che proprio in queste circostanze maturò un profondo disprezzo per la dittatura comunista. Tornato in Inghilterra, nel 1939, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale divenne giornalista radiofonico per la BBC, per la quale diresse diverse trasmissioni propagandistiche dirette all'India. In questo periodo Orwell potè approfondire ulteriormente le sue conoscenze dei totalitarismi europei, e in particolare di quello nazionalsocialista, a cui decise di opporsi con fermezza.

Nella vita e nella letteratura di George Orwell attivismo politico e scrittura furono sempre strettamente intrecciati, sia quando si trovò nei panni di romanziere che quando invece si dedicò alla sua attività di saggista o giornalista. Tra il 1942 e il 1949 fu editorialista per l'Observer, dalle cui colonne espresse sia il proprio pensiero politico che le proprie ficcanti critiche letterarie.

In seguito alla Guerra Civile Spagnola, ma, soprattutto, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Orwell si dedicò ai romanzi distopici che lo avrebbero reso famoso, trovando in essi un modo per screditare e criticare ogni tipo di totalitarismo: sebbene parzialmente camuffati, e, in un certo senso, portatori di temi universali, sia La Fattoria degli animali che 1984 cercavano di parlavare direttamente ai contemporanei dello scrittore, perché aprissero gli occhi sulla situazione politica in cui si trovavano.

Dopo aver dato alle stampe la Fattoria degli animali, che, pur in forma allegorica, critica in particolare la politica dell'allora l'Unione Sovietica, Orwell si attirò non poche ostilità da parte degli ambienti di sinistra britannici. Era il 1945: la Gran Bretagna era alleata con la Russia contro la Germania nazista e un libro simile - che mostrava l'ascesa di un gruppo di maiali, a discapito delle altre creature che vivevano nella fattoria -pareva mettere in dubbio il patriottismo dell'autore.

Nondimeno, nel 1948 Orwell continuò la sua missione letteraria contro i totalitarismi scrivendo 1984, che sarebbe stato pubblicato l'anno successivo: il romanzo racconta un mondo suddiviso in tre Stati totalitari, in cui il controllo sulla popolazione è tale da ammettere solo una verità, continuamente aggiornata dal regime: abolita la libertà personale e la memoria storica, rimane solo una continua riscrittura dell'attualità secondo le necessità del regime.

Dopo essersi definito anarchico, aver combattuto in prima linea in Spagna e infine aver conosciuto l'orrore della Seconda Guerra Mondiale, in una lettera privata del 1949 - pubblicata da Rizzoli nella raccolta di saggi, oggi fuori catalogo, Tra sdegno e passione - Orwell si dichiarò socialista democratico: qui egli sottolineò che 1984 non andava visto «come un attacco al Socialismo [...], ma come la denuncia delle perversioni .[..] che sono state parzialmente realizzate nel Comunismo e nel Fascismo».

Purtroppo Orwell non potè godere del successo, letterario e politico, che questi romanzi gli avrebbero procurato negli anni successivi. Morì infatti per tubercolosi in un ospedale di Londra nel 1950.

Il blog de Il Tuo Biografo vuole molto bene a George Orwell e a lui e alle sue opere ha dedicato alcuni articoli: se vuoi sfogliarli tutti, clicca qui.

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