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  • Nina Ferrari

20 regole che, secondo Stephen King, ogni scrittore dovrebbe seguire


Stephen King (1947) è uno di quegli autori che non hanno bisogno di molte presentazioni. Scrittore di successo mondiale, ha pubblicato pietre miliari della letteratura contemporanea come Carrie, Shining, It e Misery, che tra l'altro - come molti altri suoi romanzi - sono diventati anche film di successo. King non è solo un autore straodinariamente prolifico (conta infatti alle sue spalle la pubblicazione di oltre quaranta romanzi), ma è anche molto popolare: nel corso della sua vita ha venduto più di 350 milioni di copie.

La scrittura è un elemento fondamentale nella vita di Stephen King, che ha frequentato fin da quando era piccolo. Esortato dalla madre, infatti, cominciò a scrivere brevi storie dell'orrore quando era ancora un bambino. Col suo talento, la sua immaginazione e la sua costanza ha costruito una carriera formidabile. Quando, nel 1998, iniziò la stesura di On writing, compose il libro pensandolo diviso in due filoni principali: da un lato, come la sua autobiografia, dall'altro come un manuale di scrittura, però del tutto personale. On writing, infatti, è considerato da King stesso come il romanzo della sua vita, «non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere». D'altro canto, King non ritiene di avere una ricetta conclusiva sulla scrittura, perché alle ricette lui non crede. In questo libro si limita quindi a raccontare quali sono le cose che, al fine di scrivere bene, hanno sempre funzionato per lui.

Ogni scrittore nasce tale e dispone, secondo King, di una cassetta degli attrezzi, piena di strumenti che non devono solo essere posseduti, ma anche mantenuti efficienti - e leggere molto, a questo proposito, è essenziale; per questa ragione infatti è impossibile che uno scrittore mediocre diventi virtuoso, mentre invece può capitare che, grazie all'esercizio, uno scrittore valido diventi ottimo. Una buona cassetta degli attrezzi dalla quale partire contiene sempre almeno un buon vocabolario di base e la conoscenza grammaticale della propria lingua.

Ma cos'è, dunque, la scrittura? «È telepatia, naturalmente». Ovvero un modo per mettersi in contatto con il proprio lettore e chiedergli se si vedono le stesse cose (e, lasciatemelo dire: questa è una definizione che adoro della scrittura; non a caso mi ricorda le parole di Virginia Woolf, quando, in Consigli a un aspirante scrittore, diceva che la scrittura è la costruzione di un ponte tra due alterità; se ricordate, ve ne ho parlato in questo articolo). Forse è anche per questa ragione che secondo lui la storia è l'elemento più importante in un libro: più dell'intreccio, del tema o dello stile, che possono avere difetti e pure ancora interessare. Ma la storia no: quella è fondamentale.

Premesso tutto questo, e naturalmente consigliandovi un giorno di leggere il libro, passiamo alle venti regole fondamentali di Stephen King. Che, anche solo per curiosità, può essere interessante conoscere.

1. SCRIVI INNANZITUTTO PER TE STESSO

Quando si scrive un romanzo, bisogna innanzitutto raccontare la storia a se stessi e non pensare a un eventuale pubblico. Al pubblico si penserà in fase di riscrittura, quando ci si concentrerà a togliere tutto ciò che non appartiene alla storia e si ha scritto solo per se stessi.

2. EVITA LA FORMA PASSIVA

La forma passiva è sicura, ma gli scrittori timidi usano la forma passiva nello stesso modo in cui gli amanti timidi agiscono in maniera passiva. Uno scrittore deve essere fiero e sicuro: le cose deve dirle direttamente.

3. EVITA GLI AVVERBI

Spesso gli avverbi vengono usati per esprimere come avviene un'azione, ma se quell'azione non esprime il come grazie a un contestoche si è già costruito, forse c'è qualcosa che non va. Pensiamo a una frase come «Chiuse la porta energicamente». Se il contesto è stato costruito, ogni avverbio sarà superfluo.

4. EVITA GLI AVVERBI, SOPRATTUTTO DOPO «LUI DISSE», «LEI DISSE»

Ovviamente le ragioni sono quelle del punto 3. Ma, nel caso di un dialogo, non aver espresso il contesto è il peccato mortale dello scrittore.

5. NON ESSERE OSSESSIONATO DALLA GRAMMATICA

La lingua non veste in livrea. Ciò che conta è che il lettore si senta benvenuto nella storia e, anzi, riesca addirittura a dimenticare che ne sta leggendo una. L'ossessione per la correttezza grammaticale toglie spontaneità.

6.LA MAGIA DELLO SCRITTORE È DENTRO LUI STESSO

È possibile che all'aspirante scrittore capiti di aggrapparsi a un avverbio o all'uso della forma passiva per sentirsi più sicuro di se stesso, ma la magia di ogni scrittore è dentro di lui, non in un espediente linguistico. Proprio come accadeva a Dumbo con la sua piuma.

7. LEGGI, LEGGI, LEGGI

Ogni scrittore ha bisogno di leggere molto per definire - o continuare a definire - la sua scrittura. Se non trovi il tempo di leggere, non troverai neppure quello di scrivere (e, soprattutto, ti mancheranno gli attrezzi del mestiere per farlo).

8.NON PENSARE TROPPO ALL'ALTRUI FELICITÀ

Certo, leggere a tavola può essere considerata una pratica maleducata, ma, se vuoi essere uno scrittore di successo, la maleducazione dovrà essere il penultimo dei tuoi problemi. L'ultimo è curarsi di ciò la società si aspetta da te.

9. SPEGNI LA TELEVISIONE

La maggior parte degli strumenti che usiamo oggi sono dotati di uno schermo, ma guardare la televisione è l'ultima cosa di cui un aspirante scrittore ha bisogno. Notizie, talk show o lo sport possono aspettare: leggere richiede già molto tempo e un aspirante scrittore non ha tempo da perdere con la televisione.

10. DATTI TRE MESI

La stesura della prima bozza di qualsiasi libro - anche il più lungo - non dovrebbe mai richiedere più di tre mesi.

11. I DUE SEGRETI DEL MIO SUCCESSO

Quando a King chiedono qual è il «segreto» del suo «successo» (un'idea di per sé assurda), lui risponde sempre così: «sono sempre stato in salute e sono sempre rimasto sposato con la stessa donna». Si tratta di una buona risposta perché di fatto chiude l'argomento ma anche perché contiene un elemento di verità: la serenità di questi due elementi hanno reso possibile che lui lavorasse indisturbato durante tutti gli anni della sua carriera.

12. SCRIVI UNA PAROLA ALLA VOLTA

Può sembrare solo una stupida battuta, ma non lo è. Quando qualcuno chiede a King come fa lui a scrivere, la sua risposta è «una parola alla volta». Non c'è niente di epico, di sofferto, di miracoloso. Perrché è semplicemente così che si scrive.

13. ELIMINA LE DISTRAZIONI

Quando scrivi, nella stanza non dovrebbero esserci distrazioni. Non un televisore o un telefono. Se c'è una finestra, è meglio tirare le tende.

14. RIMANI FEDELE AL TUO STILE

Non è possibile imitare davvero uno scrittore o un genere. Se lo si fa, non si finirà per essere altro che pallide imitazioni dell'originale. Storia, intreccio, stile, sono cose che uno scrittore deve sentirsi dentro. E il lettore lo riconoscerà.

15. SCAVA

Ogni storia che si racconta è come se facesse parte di un universo pre-esistente che lo scrittore rinviene dalla terra, il più intatto possibile, grazie agli strumenti del suo mestiere. Insomma, lo scrittore non inventa, ma trova.

16. PRENDI UNA PAUSA

Finita la stesura del tuo libro, dimenticalo per almeno se settimane e poi riprendilo in mano: leggerlo, a questo punto, sarà un'esperienza paradossale. Da un lato ti capiterà di ricordare esattamente come ti sentivi mentre scrivevi quella data frase, ma dall'altro sarà come leggere il libro di qualcun altro. È così che dovrai sentirti in fase di taglio e revisione: ammazzare la frase di qualcun altro è sempre meno traumatico.

17. ESCLUDI TUTTI I PASSAGGI NOIOSI, ANCHE SE LI AMI

In fase di revisione dovrai eliminare tutto ciò che rallenta il ritmo del tuo romanzo e dovrai farlo, sì, anche se quel paragrafo ti è tanto caro: ma è caro a te, non alla tua storia e certamente non al tuo potenziale lettore.

18. CHE LA RICERCA NON METTA IN OMBRA LA TUA STORIA

È possibile che per il tuo libro tu debba fare qualche ricerca: che si tratti di un evento storico o della pianta della città in cui si ambienta l'intreccio, ricorda sempre che i tuoi lettori ti perdoneranno un'imperfezione di questo tipo se i personaggi e la storia sono buoni. Non perderli di vista.

19. IL MODO PER DIVENTARE UNO SCRITTORE È LEGGERE E SCRIVERE

Insomma, non hai bisogno di scuole di scrittura o di manuali per diventare uno scrittore. L'unica cosa di cui hai veramente bisogno è leggere molto e scrivere moltissimo.

20. SCRIVERE DEVE RENDERTI FELICE

Scrivere non ha niente a che fare con guadagnare soldi, diventare famosi, rimorchiare qualche fan o farsi nuovi amici. La tua scrittura potrà rendere felici i tuoi lettori, ma soprattutto deve arricchire te. Scrivere è un'attività magica, è un gesto creativo, che non costa nulla: se ti scrivere ti rende più felice, fallo.

***

Sono molti gli autori, spesso anche eccezionali, che hanno riflettuto su cosa renda grande la scrittura e su quali siano le regole da seguire quando si vuole scrivere un romanzo. Senza credere che alcuno di questi suggerimenti sia un dogma, il blog de Il Tuo Biografo si diverte di tanto in tanto a riportare queste riflessioni nei suoi «consigli di scrittura»: se vuoi sfogliarli tutti, clicca qui.

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