• Nina Ferrari

Danielle Steel e la biografia che una mamma non vorrebbe mai scrivere



La biografia di cui vi voglio parlare oggi, Brilla una stella. La storia di mio figlio, ha come protagonista un ragazzo raccontato dalla sua mamma. Che lei sia famosa per la sua scrittura è un dettaglio di poco conto, se non per il fatto che, di fronte al dolore più grande che una madre possa provare, il suo bisogno estremo fu quello di scrivere per lui e di lui, per restituirgli almeno nella memoria la vita che si era spenta troppo presto, a soli diciannove anni. L'autrice del libro, forse l'avrete capito, è la scrittrice best-seller di romanzi rosa Danielle Steel, che, più che per questa sua tragica vicenda personale, è conosciuta per essere uno degli autori più letti di tutti i tempi, per la sua incredibile prolificità - in meno di cinquant'anni di carriera ha scritto più di centoventi romanzi! - e per aver regalato tante pagine di svago a innumerevoli lettrici in tutto il mondo.


Brilla una stella fu pubblicato per la prima volta nel 1998, a un anno dalla morte di Nicholas Traina, detto Nick, ovvero il secondo dei nove figli di Danielle Steel. L'autrice scrisse questo libro di getto subito dopo il suicidio del figlio, come se fosse stato un rifugio in cui ritrovare ancora il suo ragazzo: e, proprio per questo, più che soffermarsi solo sulla sua fine, ne narrò innanzitutto la vita allegra e dolorosa. Questo è un libro di testimonianza prezioso, informativo e commovente.


Nick fin da bambino aveva infatti subito mostrato straordinarie qualità creative e un carattere precoce e irresistibile, ma, con lo scorrere del tempo, quando era alle elementari, cominciò a mostrare delle instabilità che all'inizio furono prese come semplici intemperanze. Danielle, che amava suo figlio disperatamente e lo conosceva bene, sapeva che aveva un problema, ma la maggior parte degli esperti minimizzava la situazione; soprattutto, nessun medico sapeva dirle cosa fosse o che nome dargli. Finché, troppo tardi, quando Nick era ormai un adolescente, gli fu diagnosticata una sindrome maniaco-depressiva, su cui al tempo - erano gli anni Novanta - esisteva pochissima letteratura relativamente a soggetti giovani come lui. Nick iniziò a venire curato con farmaci sperimentali, ma spesso gli causarono più disagi che beneficio. Nel frattempo riuscì a fondare la band punk Link 80, di cui era cantante e autore dei testi, con la quale, a soli sedici anni, andò in tour in tutti gli Stati Uniti, riscuotendo molto successo tra gli amanti del genere. La malattia del giovane era però tutt'altro che sotto controllo. E così, in una notte in cui venne colto da una crisi più dolorosa delle precedenti, Nick abusò del litio e morì per un'overdose.



Danielle Steel ritratta assieme al figlio Nick Traina


Con uno stile semplice e diretto, subito dopo la morte del figlio Danielle Steel raccontò la sua vita frenetica, ne descrisse la trascinante simpatia, ma anche i momenti più bui. Il suo intento era quello di raccontare la personalità e la vita straordinaria di Nick, ma anche di dare luce al problema, spesso sottovalutato, della salute mentale, e in particolare di quella dei più giovani. Troppe volte si era sentita dire che Nick era solo viziato, che aveva solo bisogno di una buona ramanzina, mentre invece era malato. Nessuno però sapeva riconoscere la sua malattia, e dunque curarla. Secondo l'autrice, se il suo male fosse stato diagnosticato in tempo, la vita di suo figlio sarebbe stata probabilmente molto più lunga e felice.

«Voglio far conoscere ad altri la sua storia, il dolore, il coraggio, l'amore e quello che ho imparato vivendo tutto questo. Voglio che la vita di Nick non sia solamente un tenero ricordo per noi, ma un dono per tutti... Vorrei offrire la speranza e le esperienze che abbiamo vissuto. Voglio fare la differenza. Forse qualcuno riuscirà a usare ciò che noi abbiamo imparato per salvare una vita».

Grazie alla sua dolorosa esperienza Danielle Steel capì che quello della malattia psichiatrica era un tabù che aveva portato troppi giovani a una fine evitabile. Perciò usò il suo successo per dare risonanza a questo problema e cercare di fare la differenza affinché ragazzi come il suo in futuro ricevessero sostegno, riconoscimento e un'assistenza più adeguata.


Con i proventi della vendita di Brilla una stella, che per molte settimane rimase nella classifica dei saggi best-seller del New York Times, Steel fondò la Nick Traina Foundation, che a tutt'oggi si occupa di dare assistenza sanitaria a chi è afflitto da malattia mentale, soprattutto se giovane. Oggi, a vent'anni dalla morte di Nick, la fondazione è ancora attiva e, in onore di Nick, si occupa anche di elargire borse di studio in campo musicale a ragazzi afflitti da malattie psichiatriche.


Brilla una stella. La storia di mio figlio è edito in Italia da Sperling & Kupfer e al momento è esaurito. È possibile però acquistarne delle copie usate in buone condizioni, sia su Amazon, che su IBS che sul sito del Libraccio. Se l'argomento vi interessa, o se avete curiosità di conoscere questo importante capitolo della biografia di Danielle Steel, senza dubbio è una lettura che vi consiglio.

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