• Nina Ferrari

«Le ceneri di Angela» di Frank McCourt, la biografia di un'infanzia irlandese


Ci piace tenere d'occhio le biografie che hanno vinto il Premio Pulitzer, perché, grazie alla dura selezione a cui ogni opera vincitrice è sottoposta, esse rappresentano ogni anno il fior fiore delle novità editoriali. Di come funziona l'assegnazione del Premio Pulitzer e della sua storia, che è abbastanza interessante, qui sul blog de Il Tuo Biografo vi ho già parlato in questo post.

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Quella di cui vi parlo oggi è forse di una delle prime autobiografie che lessi quando ero ancora una ragazza ed è uno dei romanzi che, anche dopo diversi anni, più mi sono rimasti nel cuore. Parlo de Le ceneri di Angela di Frank McCourt (1939 - 2009), che fu pubblicato per la prima volta nel 1996, quando l'autore aveva sessantasei anni, e che in Italia fu tradotto da Adelphi appena un anno dopo. Opera prima, colpì subito pubblico e critica per la sua ironia tragicomica, per il suo sguardo limpido ed eppure lucido, per il ritmo serrato e fresco di una narrazione mediata dagli occhi di un bambino: il piccolo Frank stesso, che non solo ricorda ma racconta in prima persona la sua infanzia poverissima nell'Irlanda degli anni Trenta e Quaranta del Novecento, dove si era trasferito dagli Stati Uniti assieme alla sua famiglia.

Troviamo il riassunto il senso dell'autobiografia, e anche la sua cifra stilistica, fin dal suo incipit:

«Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni...
E poi, tutta quell'umidità».

A metà della prima della pagina, ti trovi già catturato nella narrazione e non puoi fare a meno di desiderare di percorrere assieme al piccolo Frankie il doloroso cammino della sua infanzia irlandese. Che, vista attraverso i suoi occhi vispi e il suo estro discolo, per tutto il libro sarà filtrata da un umorismo e da una compassione che, di fatto, rappresentano anche il motore della sua sopravvivenza.

Un anno dopo la sua prima pubblicazione, nel 1997, Le Ceneri di Angela vinse il prestigioso Premio Pulitzer nella categoria biografica, oltre che il National Critics Circle Award, che ogni anno premia i migliori libri pubblicati negli USA in lingua inglese. Dell'autobiografia di McCourt molto fu detto, ma forse le parole che meglio la descrissero furono quelle dell'umorista irlandese Mary Breasted, autrice di Why should you doubt me now?, che a proposito disse: «Il libro di Frank McCourt è profondamente commovente, soprattutto perché la feroce storia che racconta è vera. [...] Che da tanto squallore e da una simile miseria lui abbia saputo trarre un capolavoro impeccabile è un autentico miracolo».

L'infanzia dell'autore fu infatti segnata dall'estrema povertà e dalla fame. Nato a Brooklyn, a New York, nel 1930, durante la Grande Depressione, Frank McCourt era il primo di cinque fratelli. I suoi genitori, Malachy McCourt e Angela Sheenan, erano immigrati di origini irlandesi (lui era nord-irlandese, mentre lei era dell'Irlanda del Sud e dunque cattolica) e, messi a confronto con una situazione economica che non sembrava lasciare scampo, nel 1934 decisero di tornare in patria, dove, a torto, speravano di potersi costruire un futuro migliore. Si trasferirono a Limerick, villaggio natale della madre, nel Sud dell'Irlanda.

Mentre la famiglia viveva nei bassifondi del paese, a causa del suo accento nord-irlandese, oltre che del suo alcolismo, il padre continuava a non trovare lavoro: quando ci riusciva, consumava i suoi pochi guadagni bevendoseli tutti. Dopo la morte prematura della sorellina Margaret, Frank perse anche i due fratellini gemelli, Oliver ed Eugene; nel frattempo, Angela aveva dato alla luce anche i piccoli Micheal e Alphonsus. A dieci anni anche Frank rischiò la vita quando si ammalò di tifo: durante il lungo ricovero in ospedale lesse voracemente tutti i libri che aveva a disposizione e fu in questo modo che nacque il suo amore per la letteratura, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, il padre migrò in Inghilterra per lavorare in una fabbrica di armi: invece di spedire qualche soldo a casa, svanì nel nulla abbandonando la famiglia. Le ceneri di Angela che danno il titolo al memoir si riferiscono al ricordo che il piccolo Frank aveva di sua madre quando, nei momenti difficili della sua infanzia, la osservava sedere inerme con lo sguardo fisso sul focolare spento della loro casa.

Frank smise di studiare a tredici anni e, grazie a un susseguirsi di bizzarri lavoretti, cominciò a sostentare la famiglia, oltre che a risparmiare qualche spicciolo per l'agognato viaggio che lo avrebbe riportato in America, dove intendeva costruirsi una vita. Quando, a diciannove anni, riuscì a tornare a New York, si arruolò nell'esercito, che lo spedì a combattere in Corea. Congedato dall'esercito, grazie a una borsa di studio militare si iscrisse all'università, dove studiò letteratura inglese. A ventisette anni divenne dunque un insegnante di scuola superiore, dove lavorò fino al 1988, quando andò in pensione.

Fu solo con la pensione che McCourt decise di scrivere un memoir sulla sua infanzia: dopo ben otto anni pubblicò, ormai sessantaseienne, quello che, oltre a essere i suo primo romanzo, diventò anche il suo grande capolavoro, ovvero proprio Le Ceneri di Angela; l'autobiografia racconta la sua infanzia fino al suo arrivo in America, nel 1949. Il libro diventò in poco tempo un fenomeno editoriale da tre milioni di copie vendute solo nel primo anno: tradotto in trenta lingue, nel 1999 Le Ceneri di Angela divenne anche un film diretto da Alan Parker e interpretato da Emily Watson e Robert Carlyle (il film è molto bello, certo, ma infinitamente inferiore al libro da cui è tratto: perciò, anche se già l'avete visto, che vi sia piaciuto o meno, e a maggior ragione se vi è piaciuto, vi consiglio comunque di leggere il memoir!).

In seguito McCourt scrisse altri due libri, a loro volta di profonda matrice autobiografica: nel 2000 diede alle stampe Che paese, l'America, che, col solito sguardo ironico e compassionevole, racconta i suoi inizi difficili nell'America del Dopoguerra, la costruzione di una vita e di un Paese, fino alla morte dei suoi genitori, negli anni Ottanta; il memoir analizza in particolare le relazioni familiari dell'autore, sia quelle della famiglia di origine che quelle della famiglia creata con sua moglie. Nel 2005, invece, McCourt pubblicò Ehi, prof!, un memoir dedicato a uno dei grandi amori della sua vita, l'insegnamento. Storia di una vita dedicata all'educazione dei ragazzi, Ehi, prof! delizia il lettore con vari aneddoti umoristici tratti dalla vita di professore di McCourt, il cui fine è sempre stato quello di responsabilizzare gli studenti rispetto alla propria cultura, a costo a volte di usare stratagemmi non sempre ortodossi.

(Detto fra noi, questa meravigliosa vocazione all'insegnamento ricorda un altro autore molto caro al blog de Il Tuo Biografo, ovvero lo scrittore francese, ed ex professore di scuola superiore, Daniel Pennac: di cui, se ricordate, vi ho già parlato in questo post).

Grazie al grande successo riscontrato dai suoi libri, e in particolare naturalmente da Le Ceneri di Angela, Frank McCourt fu insignito di diversi riconoscimenti: dall'Irlandese-americano dell'anno nel 1998 (pare che sia un importantissimo riconoscimento per gli statunitensi di origini irlandesi!) alla laurea honoris causa in legge che gli fu assegnata dall'università canadese del Western Ontario nel 2002. Nel 2007 l'autore pubblicò il suo ultimo lavoro, un libro illustrato per bambini ispirato a una delle storie che da piccolo soleva raccontargli sua madre: si intitola Angela e Gesù Bambino e, sebbene sia indicato come adatto a ragazzini di sette anni, per la sua ambientazione un po' tetra (ovvero l'Irlanda cattolica degli anni Trenta) forse la sua lettura necessita dell'accompagnamento di un adulto.

In seguito alla morte di Frank McCourt per melanoma nel 2009, a quasi settantanove anni, l'assessorato all'istruzione della città di New York decise di istituire una scuola pubblica superiore dedicata al suo nome: la Frank McCourt High School of Writing, Journalism, and Literature, che si trova a Manhattan.

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