• Nina Ferrari

7 grandi film tratti da libri vincitori del Premio Pulitzer


Una scena tratta da «Tutti gli uomini del Presidente», il film ispirato al memoir di Carl Bernestein e Bob Woodward

Ci piace tenere d'occhio i libri che hanno vinto il Premio Pulitzer, perché, grazie alla dura selezione a cui ogni opera vincitrice è sottoposta, essi rappresentano ogni anno il fior fiore delle novità editoriali. Di come funziona l'assegnazione del Premio Pulitzer e della sua storia qui sul blog de Il Tuo Biografo abbiamo già parlato in questo post. Per sapere di più di tutti i libri premiati col Premio Pulitzer di cui ha parlato il blog de Il Tuo Biografo, clicca qui.




Di tutti i film che escono al cinema ogni anno, un numero considerevole è tratto da libri e in alcuni casi - si pensi ad esempio ai lavori del grande Alfred Hitchcock, che per comporre le sue storie soleva ispirarsi a novelle per lo più sconosciute - accade che un libro mediocre, manipolato dalle sapienti mani di un bravo regista, diventi sullo schermo un capolavoro. Capita anche il contrario, naturalmente: quante volte ci è capitato di guardare la trasposizione cinematografica di un libro che avevamo letto e amato e trovarla annacquata, se non addirittura irricevibile? A me è capitato tanto spesso, ormai, che ho deciso di evitare di andare al cinema a vedere film tratti da libri che ho amato molto, a meno che per qualche ragione - magari lo stesso giudizio dell'autore del libro, o una fiducia incrollabile nel regista o nello sceneggiatore del film - non abbia la certezza che questa volta vale la pena di scommettere una visione.


Tutto questo, però, non fa che dimostrare uno dei miei grandi convincimenti, che nel tempo è diventato uno dei miei cavalli di battaglia personali, anche nel mio lavoro di biografo: e cioè che ciò che conta in fondo non sia mai il cosa, ma il come, e che quella che apparentemente può sembrare una storia normale, se non addirittura banale, se raccontata bene può colpirci nel profondo. Gli eventi in sé, anche se molto particolari, non sono una garanzia per ritrovarsi tra le mani una bella storia, anche se certo aiutano. Ciò che infatti ci appassiona di una storia non è solo la sua trama, ma anche e soprattutto la capacità del narratore - sia esso singolo, come uno scrittore, o corale, come una troupe cinematografica - di calarci nella vicende che racconta. Se ricordate, di questo argomento vi ho parlato più profondamente in questo articolo, in cui ho riflettuto sul fatto che tutti abbiano in potenza una storia da raccontare: tutto dipende dalle domande che si pongono a quella storia e dal modo in cui si riescono a sviluppare le risposte.


Esistono però alcune notevoli eccezioni al paradigma che vuole che di un libro trasformato in film possa essere bello solo uno dei due. Oggi è proprio di queste rarità che vi voglio parlare, il che per altro mi dà la possibilità di suggerirvi in un sol colpo sia delle buone letture che delle visioni che potrebbero piacervi: sarete poi voi a decidere qual è il prodotto che fa più per voi. Ho deciso di concentrarmi su un filone particolare, ovvero quello dei libri (e degli ottimi film che ne sono stati tratti) che hanno vinto un premio importante come il Pulitzer. Come forse sapete, e se avete già frequentato queste pagine, è un premio che il blog de Il Tuo Biografo tiene sempre d'occhio, perché è raro che un libro che ha vinto il Pulitzer deluda. Cliccando su questo link troverete tutti gli articoli che il blog de Il Tuo Biografo ha dedicato alle opere che hanno vinto questo premio prestigioso.

In ordine cronologico (per film), ecco dunque le storie - raccontate su carta o schermo - che vi consiglio di approfondire. Se poi deciderete di optare per entrambe le opere, sarò certamente curiosa di sapere quale vi è piaciuta di più, e perché.



1. Once in a lifetime - L'eterna illusione

Questa brillante commedia, scritta da George S. Kaufman e Moss Hart, vinse il Premio Pulitzer nel 1937. Nel 1938 uscì il film, diretto dal gigante Frank Capra, e riscosse un enorme successo, oltre che diversi premi Oscar, incluso Miglior Film e Miglior Regia. Sia il film che il libro raccontano la spassosa vicenda di una famiglia un po' bohémien, in cui ogni membro persegue solo le sue passioni - dalla drammaturgia alla danza, dalla vendita di dolci alla creazione di mirabolanti fuochi d'artificio. Ma cosa accade quando un membro di questa bizzarra famiglia si innamora e decide di sposare il figlio di una rispettabile famiglia alto-borghese, in cui il padre è un cinico banchiere? Come interagiranno le due gruppi? E riusciranno i due giovani a sposarsi?


Il libro oggi è disponibile solo di seconda mano o come audiolibro, e solo in inglese: cliccando qui potrete trovarne qualche copia su Amazon. Mentre per quanto riguarda il film di Frank Capra, qui sotto potrete assaporarne una scena molto gustosa che racconta l'incontro curioso tra uno dei protagonisti e un personaggio secondario mentre parlano del lavoro ideale:



2. Tutti gli uomini del Presidente. Lo scandalo Watergate e la caduta di Nixon - Tutti gli uomini del presidente

La vicenda la conosciamo, l'abbiamo studiata sui libri, ed è quella dello scandalo Watergate per cui il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon fu infine costretto a dimettersi nel 1974. Bob Woodward e Carl Bernstein, giovani cronisti del Washington Post, nel loro premiatissimo libro raccontarono in che modo fu svolta l'inchiesta che, svelando le attività illecite del presidente, cambiò il corso della storia. L'inchiesta del caso Watergate è senza dubbio uno di quei racconti che più simbolizza il ruolo centrale del giornalismo d'inchiesta, considerato a ragione il "cane da guardia" di ogni buona democrazia, e leggerlo oggi è appassionante come lo era quando uscì la prima volta. Oggi il libro dei due cronisti è edito in Italia Res Gestae e se volete acquistarlo lo trovate qui. Nel 1976 Alan Pakula - famoso in seguito anche per i suoi Presunto Innocente e Rapporto Pelikan, tratti a loro volta dai best-seller di John Grisham - diresse il film basato sul racconto di quell'inchiesta, dirigendo due bravissimi Dustin Hoffman e Robert Redford, che di questo film era anche il produttore esecutivo. Senza dubbio Tutti gli uomini del presidente è uno di quei film che oggi ancora nutre il nostro immaginario su come debba essere condotto il buon giornalismo. Qui sotto, per rinfrescarvi la memoria, trovate il trailer del film.





3. Il colore viola

Nel 1982 la scrittrice e attivista afroamericana Alice Walker, classe 1944, pubblicò Il colore viola, con cui l'anno successivo vinse il Premio Pulitzer nella categoria della narrativa. La storia personale di Walker è molto particolare e vale la pena di essere menzionata. A otto anni fu accidentalmente ferita a un occhio da un colpo di fucile sparato dai fratelli, ma, poiché la sua famiglia non possedeva un'auto, quando arrivò in ospedale ormai era troppo tardi per essere curata, e di quell'occhio rimase cieca. Vergognosa per il proprio aspetto, si isolò tra libri e poesie fino a quando, crescendo, trovò maggiore fiducia in se stessa e si rese conto che la sua ferita le aveva permesso di «vedere davvero le persone e le cose, notare le relazioni ed essere abbastanza paziente per accorgersi di come si spengono». Cominciò a scrivere. Questo romanzo le fu ispirato dai racconti che aveva sentito in famiglia, e in particolare dal nonno che amava indugiare sui suoi ricordi antichi, e narra gli abusi subiti da una donna afroamericana che, nel sud degli Stati Uniti all'inizio del Novecento, riesce a trovare consolazione solo nello scrivere lettere a Dio e alla sorella che crede scomparsa. È una storia di resistenza e di coraggio, che nel 1985 Steven Spielberg decise di trasporre in un film recitato da una grande Whoopi Goldberg. Il film l'anno successivo venne candidato a undici premi Oscar, senza però raccoglierne nessuno. Qui sotto trovate un brevissimo spezzone che racconta la genesi del titolo dell'opera:





4. L'età dell'innocenza

L'autrice de L'età dell'innocenza, Edith Wharton, fu la prima donna a vincere il Premio Pulitzer, nel 1921. Era una grande amica di Henry James e come lui ad un certo punto scelse di lasciare il suo Paese per espatriare in Europa. Non amava molto gli Stati Uniti. Nel suo libro più famoso criticò in modo spietato la convenzionalità e l'autoreferenzialità dell'alta società newyorchese del suo tempo, in cui le donne erano considerate come oggetti muti e graziosi e gli uomini - intrinsecamente viziati e fannulloni - non facevano nulla, se non fingere ogni tanto di andare in ufficio. Il protagonista del romanzo è un giovane idealista che sfida queste convenzioni per inseguire un sogno più autentico e grande: capita però che i guizzi rivoluzionari della gioventù spesso si rivelino solo mere illusioni. Nel 1993 il grande Martin Scorsese decise di creare un adattamento cinematografico della storia di Wharton e per farlo riunì un cast a dir poco stellare: da Daniel Day-Lewis (il protagonista) a Winona Rider, da Geraldine Chaplin a una Michelle Pfeiffer all'apice del suo splendore. Il lungometraggio vinse diversi premi ed è ancora oggi uno di quei film che bisogna aver visto, almeno se si è appassionati di film in costume: l'ambientazione perfetta gli valse infatti il premio Oscar per i Migliori Costumi (creati peraltro dalla costumista italiana Gabriella Pescucci). Qui sotto trovate il trailer.




5. Le ore - The Hours

E qui se seguite un po' il blog de Il Tuo Biografo saprete già che si tocca un punto debole, cioè Virginia Woolf. Le Ore di Michael Cunningham racconta infatti la storia di tre donne, separate nello spazio e nel tempo, e legate tra loro solo da un libro, ovvero La signora Dalloway della nostra cara Virginia (e a cui qui sul blog sono dedicati diversi approfondimenti, che potrete sfogliare cliccando qui). Da un lato, nell'Inghilterra degli anni Venti, vediamo la scrittrice, già debilitata nella mente e nel fisico, intenta a comporre il suo capolavoro, mentre dall'altro, trent'anni dopo e a Los Angeles, seguiamo la storia di Laura, una donna così infelice da non desiderare neppure il figlio che tiene in grembo: in questa giornata di disperazione e rinascita l'unica cosa che sembra portarle conforto è la lettura de La signora Dalloway. Ancora, più di cinquant'anni dopo, a New York conosciamo Clarissa, chiamata proprio "Signora Dalloway" dal suo ex amore morente Richard, uno scrittore malato di AIDS che sta per ricevere un premio e che, inaspettatamente, si rivela essere un ulteriore anello di congiunzione tra queste storie apparentemente così lontane. Le tre donne, legate tra loro dalla vita e dalla parola letteraria, vivono cercando un senso che faticano a trovare e che può essere incarnato solo dalla letteratura. Nel 2002, cioè tre anni dopo la pubblicazione del libro, il regista britannico Stephen Daldry (che tra l'altro è anche il creatore del più recente The Queen) uscì con The Hours, che vedeva protagoniste tre attrici superbe: Nikole Kidman, che vinse l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista, Julienne Moore e Meryl Streep. Qui sotto potrete vedere un breve estratto del film che mostra in che modo queste donne siano state legate l'una all'altra grazie a una magistrale narrazione.




6. La Strada - The Road

Nel 2006 Cormac McCarthy pubblicò La Strada, edito in Italia da Einaudi. Si tratta di un romanzo post-apocalittico in cui i due protagonisti, un padre e suo figlio, attraversano gli Stati Uniti devastati da una recente guerra nucleare in cerca di un luogo più mite e accogliente in cui vivere. Durante il difficile tragitto, percorso a piedi e in cui i miseri averi dei due sono trasportati in un carrello della spesa, il padre racconta al ragazzino la sua vita, e così anche la storia del Paese e della guerra che lo ha devastato. Quando dopo molti ostacoli arrivano finalmente al mare, ad attenderli c'è solo una distesa di acqua grigia che non ha più nulla di ospitale. I due ripartono, alla ricerca di un luogo in cui sia possibile vivere. Nel 2009 il regista australiano John Hillcoat - famoso soprattutto per le sue collaborazioni coi grandi della musica, da Nick Cave ai Placebo ai Depeche Mode - diresse la trasposizione del libro di McCarthy nel suo The Road, i cui protagonisti furono magistralmente interpretati da Viggo Mortensen e dal giovane Kodi Smit-McPhee; ebbe una piccola parte anche Charlize Theron. Il film, la cui colonna sonora è stata composta proprio da Nick Cave, fu presentato al Festival del cinema di Venezia, fu candidato a diversi premi, ma non ne vinse nessuno. Qui sotto per farvi un'idea trovate uno spezzone del film.





7. Tradimento. Il caso Spotlight - Il caso Spotlight

Per diversi anni la redazione Spotlight del quotidiano Boston Globe continuò a indagare, nonostante tutte le difficoltà legali ed economiche, su un caso che, per la sua gravità, non poteva essere semplicemente accantonato. I suoi giornalisti avevano infatti scoperto che un sacerdote di Boston era stato accusato di molestie su minori in almeno un centinaio di casi diversi. La Chiesa Cattolica sapeva? E quanti altri prelati potevano essere coinvolti? Nel corso del tempo la redazione scoprì che non solo l'arcivescovo di Boston, Bernard Francis Law, era al corrente dei fatti, ma che i vertici della Chiesa statunitense avevano comperato il silenzio delle vittime permettendo che i preti coinvolti nello scandalo continuassero ad agire indisturbati. L'indagine, inappuntabile e documentata, provocò uno scossone all'interno della Chiesa, arrivando fino a Roma, e nel 2003 portò il Boston Globe a vincere il Premio Pulitzer per il miglior servizio pubblico. Tutti gli articoli e i frutti delle investigazioni sono stati pubblicati anche in Italia, da Piemme, nel libro Tradimento. Il caso Spotlight, in concomitanza con l'uscita del film - cioè ben tredici anni dopo la vittoria del Pulitzer! - e racconta la storia dei membri della redazione e del loro lavoro d'indagine. A scriverlo e dirigerlo fu chiamato il regista e sceneggiatore Thomas McCarthy, che con questa pellicola, interpretata da Mark Ruffalo, Michale Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber e Stanley Tucci, vinse in un sol colpo sia l'Oscar per il Miglior Film che quello per la Miglior Sceneggiatura Originale. Se il libro d'inchiesta è drammaticamente attuale, e perciò si tratta di una lettura senza dubbio consigliata, se avete perso questo film strepitoso è davvero tempo di recuperarlo. Qui sotto trovate il suo trailer.






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